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                  Il futuro appartiene a coloro che sanno credere nella grandezza dei loro sogni.                                   

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Aggiornato
10/2011
Casella di testo: PSICOLOGIA

Ingrandimento

  FIGURA n° 3 

Diciamo subito che le lesioni che più interessano il lettore, sono quelle di 2°-3° grado poiché procurano dolore, sofferenza e fastidio in alcuni movimenti e posizioni e nel riposo notturno. Succede anche che il paziente lamenta dolore al ginocchio quando percorre distanze molto lunghe.

     La patologia condrale di II grado è caratterizzata dalla perdita e/o fibrillazione della cartilagine superficiale con conseguente rammollimento della superficie rispetto al tessuto sano (fig.4).

La patologia condrale di III grado è caratterizzata dalla degenerazione della cartilagine di media profondità con fissurazioni, bordi instabili e frammentazioni cartilaginee sottostanti (fig. 5)

La patologie condrale di IV grado   è caratterizzata dalla fessurazione completa della cartilagine che arriva fino all’osso che sta sotto la cartilagine. Con una grandezza più o meno ampia.

     La patologia condrale di I grado è caratterizzata dalla perdita della resistenza alla pressione. La cartilagine è come se fosse un materasso in lattice.

Un discorso a parte meritano le lesioni de 1° e 4° grado, in quanto la letteratura scientifica non è concorde su cosa fare in questi casi

Non vi sono prove sufficienti per affermare che la rimozione di tessuto molle fibrillare (caratteristico delle lesioni di I grado), sia veramente utile al paziente dandogli quel beneficio clinico richiesto o se non vale la pena di lasciare indisturbato il tessuto evitando aggressioni inutili.

Le lesioni di IV grado, invece (fig. 6), anche se non possono essere trattate per esporre la cartilagine sana,   vale la pena trattarle – con un intervento eseguito per via artroscopica - poiché i margini sfrangiati della lesione possono essere smussati.

          Una preoccupazione abbastanza frequente per il chirurgo è quella di ottenere – nel postoperatorio – un buon risultato clinico, stabilito il rigore della tecnica chirurgica.

Durante le mie ultime esperienze nel trattamento delle lesioni condrali effettuate con la tecnica artroscopica, ho potuto constatare che:

 

 1 - Tale tecnica chirurgica è più rispondente ai canoni attuali che seguono il principio di effettuare interventi chirurgici di minima e senza ledere tessuti sani

2 - L’azione sul dolore è nettamente migliore di qualsiasi  altro trattamento

          Spero che con questo articolo abbia potuto contribuire nella decisione di qualche lettore ad affidarsi alle cure del chirurgo artroscopista per eliminare molti se non tutti quei dolori del ginocchio molto fastidiosi e che spesso sono resistenti alle cure mediche.

Dr. Luigi Grosso

          Non sempre il dolore al ginocchio può essere dovuto ad una lesione capsulo-legamentosa (ad esempio rottura dei menischi, legamento crociato, ecc.) o ad  infiammazione. Può capitare, invece, che una semplice sofferenza della cartilagine sia la causa principale e, talvolta, il solo motivo del dolore.

        Non è difficile che nel giovanissimo, nell’adulto e anche in tarda età,  si può produrre un certo grado di lesione della cartilagine che rappresenta il solo motivo del dolore al ginocchio. Sono proprio questi casi che meglio rispondono al trattamento chirurgico per via artroscopica. Tale cura vale molto più di tante cure mediche e tanti sacrifici fatti per effettuare la fisiokinesiterapia. Per comprendere come ciò accade bisogna avere qualche nozione su cosa è la cartilagine articolare. Questa rappresenta un ottimo tessuto atto a svolgere due principali funzioni necessarie alla nostra vita:

· Scorrimento dei capi articolari durante il movimento

· Azione di resistenza e ammortizzazione del carico di lavoro meccanico distribuendolo in modo uniforme

 

             A tale scopo la cartilagine  articolare ha una consistenza dura, resiste bene agli agenti deformanti con una pronta reazione elastica. Ha un aspetto omogeneo  assumendo un colorito bianco madreperlaceo che tende all’azzurro nel giovane (fig. 1) e giallastro nell’adulto. Si organizza formando una superficie di rivestimento dello spessore di non più di qualche millimetro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La lesione e/o l’ usura della cartilagine isolata non genera dolore o una significativa risposta di guarigione.

 L’usura di una cartilagine deriva da:

· Fatica

· Carico d’impatto

· Diretto contatto delle superfici contrapposte

 

             Una delle carte vincenti del chirurgo artroscopista  è quello di intervenire precocemente per eliminare il dolore e la fatica articolare con tecniche mininvasive di chirurgia di minima quale è quella artroscopica.

             Oggi la tecnologia ha messo ha punto nuovi strumenti in grado di offrire al chirurgo artroscopista la possibilità di curare bene e meglio i pazienti affetti da malattia e usura della cartilagine.

  La lesione della cartilagine articolare può essere di 4 gradi (fig. 3).