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                  Il futuro appartiene a coloro che sanno credere nella grandezza dei loro sogni.                                   

Aggiornato 
11/2008

Psiche (Ψυχή)  è l’ anima.

Eros è l’ amore.

APULEIO narra molto bene, in questa favola, le interrelazioni tra due entità  che si relazionano in modo molto simile alla nostra vita di oggi!.

PSICHE è una principessa bellissima, ultima di 3 sorelle che non hanno avuto la sua stessa fortuna, cioè di essere bellissima al punto da far invidia a VENERE!

Per questo motivo, EROS - suo figlio - viene mandato da lei perché la faccia innamorare dell’uomo più brutto e avaro della terra. Il motivo di questo è per punirla della sua bellezza e pertanto sia coperta dalla vergogna e quindi non farsi più vedere in giro.

I piani di Venere però si infrangono quando Eros ammaliato dalla bellezza di Psiche, se ne innamora.

Eros, grazie all’aiuto del  dio ZEFIRO,  fa trasportare Psiche al suo palazzo. Qui le impone che gli incontri avvengano al buio per non incorrere nelle ire della madre Venere.

Ogni notte Eros torna dalla sua Psiche e la fa sua, ed ogni notte i due bruciano di passione e d’amore come mai nessun mortale ha potuto godere.

Prigioniera nel castello di Eros, Psiche è felice ma, la notizia giunge alle sorelle che in un primo momento ardevano solo di aiutarla a liberarsi dell’ignoto uomo orribile ma, poi per gelosia la istigano una notte a vedere il volto del suo amante, pronta a tutto pur  di conoscerlo.

Questa bramosia di conoscenza le è fatale: una goccia cade dalla lampada e ustiona il suo amante; Eros vola via e Venere scaglia la sua punizione.

Dopo un lungo pellegrinaggio alla ricerca di Eros, Psiche giunge da Venere che la sottopone  a diverse prove:

· nella prima, per esempio deve suddividere un mucchio di granaglie con diverse dimensioni in tanti mucchietti uguali; solo grazie all’ aiuto inaspettato da un gruppo di formiche, che intendevano ingraziarsi il suo innamorato, viene salvata.

· L'ultima e più difficile prova consiste nel discendere negli inferi e chiedere alla dea Proserpina un po' della sua bellezza. 

Durante il ritorno, mossa dalla curiosità a lei tanto cara, aprirà l'ampolla (data da Venere) contenente il dono di Proserpina, che in realtà contiene il sonno più profondo. Ancora una volta verrà in suo aiuto Eros, che la risveglierà dopo aver rimesso a posto la nuvola soporifera (uscita dalla ampolla).

Alla fine, Psiche riceve l'aiuto di Giove, il quale mosso da compassione fa in modo che Psiche diviene una dea e  quindi può sposare Eros.

Un grande banchetto è il finale di questa favola. Alcuni dei partecipano in modo fattivo come per esempio, Bacco che fa da coppiere, le tre Grazie suonano e il dio Vulcano si occupa di cucinare il ricco pranzo.
Per tutta la notte i novelli sposi danno sfogo alla loro incontenibile passione  e da questa unione nacque un figlio,
Piacere (Voluttà).

Luigi Grosso