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                  Il futuro appartiene a coloro che sanno credere nella grandezza dei loro sogni.                                   
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Aggiornato 
02/2009
Casella di testo: PSICOLOGIA

 Il mondo è stato creato in  principio con la  LUCE !  Dopo il compiacimento di questa forza eloquente della vita – per il codice degli opposti – è stato creato il BUIO della notte! Di qui l’inizio dei GIORNI e dei GIORNI DEL TEMPO e del TEMPO DEGLI ANNI e degli ANNI DELLA VITA!

Ma cos’è la vita. E’ lo scorrimento del tempo nel dualismo del mondo manifesto, il mondo dei sensi e di quello che i sensi dominano.

I simboli fanno parte della storia dell’uomo.

I simboli fanno parte della vita dell’uomo, di tutti i giorni.

Il mondo si manifesta all’uomo nel concetto duale della vita.

Gioia e afflizioni.

Bene e male.

Vizio e virtù.

Verità e menzogna.

Speranze e delusioni.

Realizzazione e distruzione.

Principio e Annullamento

Vita e morte.

In questo flusso altalenante di armonia dei contrari si realizza la VITA!

 

Il cammino dell’uomo può specchiarsi nell’alternanza del bianco & nero trovando il  proprio sentiero secondo quelle che sono le proprie propensioni.

La vita è come una scacchiera dove ogni elemento degli scacchi è l’ UOMO e la scacchiera rappresenta il sentiero della propria vita e della scelta della propria vita.

Il laico profano si muove in un cammino direzionale procedendo avanti diritto!  traghettando alternativamente sul bianco e nero. Non importa il senso della simbologia o la simbologia non ha senso, soltanto il sentiero che percorre … quello più breve! Ma non sempre la strada più breve è quella che porta alla VERITA’.

Il religioso, il fedele, l’ascetico sta attento alla vita seguendo un percorso  alternativo passando come l’alfiere solo sui riquadri bianchi, il bianco della luce del vero.

Il materialista, il pragmatico, l’ essenzialista  si muove come l’alfiere, ma sui riquadri neri.

Nel film GHOST di Jerry Zucker del 1990 straordinariamente interpretato da Patrick Swayze, Demi Moore, Whoopi Goldberg viene rappresentato in modo straordinario l’aldilà, attraverso il bianco del bene ed il nero del male.

Per Kandinskij  VASILIJ (pittore del ‘900) il bianco e nero significavano i due estremi del silenzio: silenzio della vita e silenzio della morte. In mezzo la ruota delle scale cromatiche.
 

Il pensiero umano sovente associa il bianco alla luce ed il nero al buio, così come il bianco viene equivalso al chiaro del vero ed il nero al buio dell’ inattendibile, dell’indefinito.

Per molti il bianco e il nero non sono colori, né vengono considerati tali.

 

Il bianco appare grandioso nella sua profondità.

Credo che gli uomini che lo amano sono pregni  di interiorità. Sono in continua  ricerca del proprio io sviluppando la loro anima proiettandola verso nuovo spirito.

Ho l’impressione che il dominio del bianco nell’uomo è come una forza che lo spinge lontano dalla pigrizia mentale, dall’oblio dall’abbandono!

 

Il nero mi appare come una sorta di negazione, in antitesi alla affermazione. Ma la negazione può presentarsi in molte altre tonalità e  non credo che può esistere un essenzialismo  della negazione del nero sull’affermazione del bianco.

 

Nel momento stesso in cui scrivo questi concetti, penso che  non si può esercitare un pensiero epistemologico su di essi poiché  si confondono l’uno nell’altro,  il negativo è sempre anche positivo diceva Friedrich  HEGEL.

Il nero assoluto può essere un vero problema per alcuni, quanti hanno paura del buio. Una paura irrazionale, inconscia, indefinibile. Il buio fa paura perché tende a nascondere, a celare fino ad occultare. L’uomo ha paura di quello che non sa, di quello che non conosce e non sa spiegare. C’è chi invece ha solo timore, un timore composto, razionale, fisico poiché sa cosa si cela nel buio e nel buio può finanche trovare  il proprio rifugio!

Il bianco vive di un suo spirito libero, un pannello su cui scrivere la propria anima che si staglia libera di andare.

Il nero si introietta, si chiude, si spegne. Ma questo contrario del bianco può rivelarci qualcosa che il bianco stesso non è in grado di farci vedere, perché acceca la nostra vista … in assoluto, non soltanto quella degli occhi. Pensiamo ad esempio ad un cielo stellato, come sarebbe triste perdere quella visione mirabile dell’universo se vi fosse un unico “SOLE”.

Gli impressionisti evitavano  di usare il nero nei loro dipinti. E negli anni a seguire molti artisti continuarono a seguire questa scelta poiché non lo vedevano di buon auspicio.

 

L’assoluto bianco e nero segnano  il ritmo della vita così come il sole e la notte segnano i passi del tempo.

Il bianco viene riempito di “colori” della vita. Il nero è il riempimento totale di “colori” che finiscono.

Ma i cromatismi intermedi sono espressione del cammino del tempo, un sentiero che deve essere percorso per accedere alla fine del tempo stesso.

 

Dr. Luigi Grosso