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LUSSAZIONE SPALLA E CLAVICOLA LUSSAZIONE SERNO CLAVEARE    L'articolazione sterno claveare fa parte delle cinque articolazione della spalla e consente alla clavicola il movimento in quasi tutti i piani.  Favorisce e concorre, inoltre, all’escursione articolare di 360° del braccio.                La lussazione sterno-claveare (LSC) è stata descritta per la prima volta nel 1824 da Sir Astley Cooper. Con questo termine si vuole intendere lo spostamento della clavicola dalla sua posizione rispetto al normale rapporto anatomico che stabilisce con lo sterno. È una patologia abbastanza rara e questo ha reso più difficile acquisire sufficiente esperienza per procedere ad uno studio fisiopatologico accurato indirizzato ad affinare e migliorare la scelta e la proposta terapeutica.   ANATOMIA L'articolazione sterno claveare (S/C) in realtà dovrebbe essere chiamata sterno-costo-claveare (S/CC) giacché la clavicola si articola non solo con lo sterno ma anche con la prima costola e cartilagine costale (Fig. 1). A rafforzare la solidità e la tenuta dell'articolazione ci pensano tre legamenti e un disco intrarticolare (Fig. 2). 1.	Legamento sterno-claveare anteriore e posteriore (LSCA e LSCP) 2.	Legamento inter-claveare (LIC) 3.	Legamento costo-claveare (LCC) 4.	Disco intrarticolare L'area di contatto tra la clavicola e lo sterno è relativamente poco profonda.                    CLASSIFICAZIONE A)	Distorsioni lievi o sublussazioni - sono associate ad una lieve o moderata instabilità dell'articolazione e, solitamente, il paziente riferisce solo dolore e gonfiore localizzato. B) Lussazioni complete - possono essere anteriori o posteriori; si manifestano con una deformità palpabile e osservabile in corrispondenza dell'articolazione e sono associate a dolore più o meno intenso. 1.	La Lussazione Sterno Claveare Anteriore  2.	La Lussazione Sterno Claveare Posteriore (Fig. 3)   CAUSE La lussazione sterno-claveare può essere di origine traumatica e non traumatica; in quest'ultimo caso può verificarsi in conseguenza di patologie congenite (lassità legamentosa congenita), processi degenerativi e infiammatori.  DIAGNOSI Le indagini strumentali solitamente impiegate sono: o	Radiografia (RX) -  o	Tomografia Computerizzata (TC)  o	Risonanza Magnetica (RM)  o	Esami di laboratorio  o	Angiografia e/o Esofagoscopia    La sublussazione e la lussazione anteriore si manifestano con una sintomatologia tipica di tale patologia, dolore e impotenza funzionale dell'arto colpito, con intensità corrispondente al grado. Generalmente non sono presenti gravi complicazioni ma l'esito può essere di modificare l'aspetto estetico e una modesta compromissione del movimento del braccio. La lussazione posteriore può manifestarsi, oltre che con i sintomi generali, anche con tosse, voce rauca e difficoltà respiratorie; in casi gravi può essere compressa la trachea e produrre un senso di soffocamento.  TERAPIA Ecco il quadro sinottico di trattamento: 	LE LESIONI DI 1° GRADO – hanno un decorso benigno; la terapia consigliata è conservativa (non chirurgica). Oltre ai comuni FANS, è previsto il riposo assoluto e ghiaccio locale. In caso di sublussazione ricorrente, può essere ottenuta una riduzione utilizzando un tutore (ad otto) che, retroponendo le spalle posteriormente,può fornire una stabilità meccanica. Il tutore può essere utilizzato per un massimo di 6 settimane, dopo di che bisogna valutare clinicamente e iconograficamente se sussistono i presupposti per un intervento chirurgico. 	LE LESIONI DI 2° GRADO - il trattamento non chirurgico, anche in questo caso, è la prima scelta. Allorché è presente una deformità estetica o una dislocazione persistente, il metodo preferito è la riduzione chiusa sotto anestesia. Questa tecnica fa sì che si possa ridurre la lussazione. Successivamente si applica, al paziente, un tutore ad “8” per 4-6 settimane per consentire la definitiva guarigione . 	LE LESIONI DI 3° GRADO - la scelta chirurgica può essere l'unica soluzione; le lussazioni posteriori sono più difficili da trattare poiché la clavicola lussata dietro lo sterno, essendo adiacente a strutture anatomiche sensibili, può essere responsabile di gravi complicazioni e immediato pericolo di vita. La riduzione delle lussazioni posteriori dovrebbe essere effettuata in anestesia generale. In caso di forte sospetto di complicanze è indispensabile avere a disposizione, in sala operatoria, un chirurgo cardiaco o toracico. Vi sono condizioni in cui la lussazione posteriore è irriducibile. Anche per la lussazione anteriore può essere necessaria la scelta chirurgica, soprattutto quando procura dolore persistente e forte instabilità. Per ripristinare la stabilità articolare e riparare i legamenti strappati l'unica scelta è quella di intervenire chirurgicamente. Le tecniche sono:  a.	Resezione dell'estremo mediale della clavicola, ricostruzione della capsula e dei legamenti.  b.	Resezione dell'estremo mediale della clavicola, ricostruzione della capsula ed innesto di legamenti auto trapiantati.  c.	Ricostruzione della capsula ed innesto di legamenti artificiali.
   IL DOLORE DI SPALLA (Come studiarlo e analizzarlo) STUDIO E ANALISI ZONE DI IRRADIAZIONE (Come si manifesta il dolore di spalla) DOLORE ANTERIORE DI SPALLA DOLORE POSTERIORE DI SPALLA DOLORE LATERALE DI SPALLA
ANATOMIA DELLA SPALLA ARTICOLAZIONE STERNO CLAVEARE 1