SPALLA

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     Sindrome da conflitto sub-acromiale (Outlet Sindrome)

 

                 L’artroscopia  apre una nuova frontiera per il trattamento della patologia della spalla. Stiamo parlando della tecnica di artroscopia di  spalla per il trattamento della “Sindrome da conflitto sub-acromiale”.

             Consolidata l’ esperienza in artroscopia di ginocchio per patologie interessanti sia i legamenti che le strutture articolari vere e proprie,   si aprono nuovi sviluppi terapeutici per la patologia di spalla.

 

     Che cos’e la sindrome da impingement sub-acromiale (conflitto sub-acromiale)?

 

 

                                                             

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                                               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una lesione a carico dei tendini della cuffia dei rotatori determina un  dolore alla spalla. I tendini sono strutture fibrose che connettono i muscoli alle ossa grazie ai quali possiamo muovere il braccio nello spazio come meglio ci piace. I tendini della cuffia dei rotatori sono posizionati nella spalla tra due ossa. Tuttavia, per svariati motivi, capita che questo spazio si restringe ed è  appena sufficiente al passaggio dei suddetti tendini con il braccio in posizione sollevata e ruotata. Cio’ comporta, negli anni,  sfregamenti o conflitti dei tendini fra le due ossa fino ad una loro eventuale rottura.    

 

      Come curarla? 

            Per il passato ci si è rivolti esclusivamente all’uso di terapia farmacologia sia per via generale sia per uso locale (infiltrazioni). Si è aggiunto anche la FKT che non ha migliorato molto il peggioramento naturale della malattia. Da qualche anno si è sviluppata una tecnica chiamata “ARTROSCOPIA DI SPALLA” che è del tutto simile a quella del ginocchio, solo che viene eseguita alla spalla. Tale tecnica risolve definitivamente il problema eliminadone la causa che lo ha provocato.

  

      In che cosa consiste l’operazione di artroscopia di spalla?

       Come per il ginocchio, vale qui la pena di sottolineare che viene fatta una ANESTESIA LOCALE. Il paziente viene messo in una particolare posizione semiseduto (cosiddetta da astronauta) e l’intervento chirurgico viene effettuato  mediante 2-3 piccole incisioni che permettono l’inserimento dell’artroscopio (una sorta di microtelecamera) e di speciali strumenti per l’asportazione di tessuto infiammatorio o cicatriziale e di spine ossee. Durante l’intervento, il chirurgo esplora lo spazio e la borsa sotto-acromiale valutando l’integrità dei legamenti e dei tendini. Successivamente con microstrumenti specifici rimuoverà eventuali tessuti infiammati e/o   altre alterazioni, infine con uno strumento più aggressivo asporterà la porzione dell’osso acromiale che determina lo sfregamento sui tendini (Acromionplastica).

Quello che è importante sapere è che durante la seduta operatoria, il chirurgo ispeziona anche l’articolazione della spalla che viene valutata interamente nella sua anatomia funzionale, creando i presupposti per una eventuale prevenzione di futuri danni. 

 

      Cosa occorre per l’intervento?

      Il chirurgo si avvale di solito di una radiografia (proiezione “OUTLET-VIEW”) e di una RISONANZA MAGNETICA.

 

      Quale tempo di degenza in ospedale?

Il tempo che si resta in ospedale è uguale a quello per l’artroscopia di ginocchio, cioè: 1° giorno ricovero 2° giorno intervento e dimissione. Solo in caso di necessità (dolore-ematoma-altro) può prolungarsi di qualche giorno.

 

       Cosa bisogna fare dopo la dimissione?

              Al momento della dimissione, al paziente viene consegnato un promemoria che spiega la terapia farmacologia che deve fare oltre che il programma riabilitativo (esercizi di fisioKinesiterapia) che cominciano subito dopo l’intervento e si protraggono per circa 25-45 giorni dopo. Non è necessario nessun tutore di spalla né di particolari attrezzature di protezione. In casi eccezionali – in concomitanza di altre lesioni di spalla- potrà rendersi necessario un eventuale tutore. In questo caso, comunque,  dovrà essere portato al massimo per tre settimane.

 

       CONCLUSIONI

              In conclusione, mi sembra poter affernare che   sono molto più i punti a favore, che quelli contro tale metodica per la cura del dolore di spalla nella sindrome da conflitto sub-acromiale. Il risultato dipende molto dalla qualità del tessuto da riparare , da come viene  eseguita la riabilitazione e dalla volontà del paziente di ritornare ai medesimi standards sportivi o lavorativi . I migliori risultati si ottengono sul dolore che viene ridotto al 95% e/o eliminato del tutto. Tuttavia si deve sottolineare che un ritorno ad attività sportiva e/o lavorativa  che richiede un notevole impegno della articolazione della spalla con rubusti esercizi della mano al di sopra delle spalla risulta più difficile.

 

Dr. LUIGI GROSSO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casella di testo: Spalla vista di fronte
Casella di testo: Spalla vista di schiena

Intervento chirurgico eseguito per via artroscopica

SPALLA NORMALE

SINDROME DA CONFLITTO

(OS)

SPALLA MALATA

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Per ulteriori informazioni contattare Dr. Luigi Grosso  - tel. 329.7414588.

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                  Il futuro appartiene a coloro che sanno credere nella grandezza dei loro sogni.