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Qui non c’è la semeiotica di base. Ci sono gli errori sistematici in cui cade anche lo specialista, ordinati per livello.

1. IL DOLORE NON NACE DALLA SPALLA

È il blind spot più grave, perché porta a trattare una spalla sana.

  • Radicolopatia C5-C6. Si sovrappone alla patologia di cuffia e spesso coesiste con essa (shoulder-spine syndrome). I segni da cercare sono il dolore che scende sotto il gomito, il deficit sensitivo dermatomerico e lo Spurling positivo. Se l’infiltrazione subacromiale non dà nessun beneficio, va rivista la sede del dolore.

  • Sindrome di Parsonage-Turner. Il quadro tipico è un dolore notturno violento che si attenua in pochi giorni, seguito da ipostenia o atrofia. Viene confusa con la tendinite calcifica acuta o con una rottura di cuffia. La RM mostra edema da denervazione muscolare, non lesioni tendinee. L’EMG va fatta dopo 3-4 settimane.

  • Neuropatia del soprascapolare. Va sospettata quando c’è atrofia isolata dell’infraspinato. Una causa frequente è la cisti paralabrale nell’incisura spinoglenoidea.

  • Paralisi del nervo accessorio spinale. È spesso iatrogena, per esempio dopo biopsia linfonodale cervicale. Si presenta con scapola alata, dolore e deficit di elevazione, e viene trattata per mesi come “periartrite”.

  • Dolore viscerale riferito.

  • Cardiaco, alla spalla sinistra.

  • Diaframmatico: colecisti, ascesso subfrenico, segno di Kehr nella rottura splenica.

  • Tumore di Pancoast: dolore alla spalla con parestesie C8-T1 ed eventuale sindrome di Horner, nel fumatore.

  • Polimialgia reumatica. Dolore bilaterale del cingolo, rigidità mattutina oltre 45 minuti, età superiore a 50 anni, VES e PCR elevate. L’ecografia mostra borsite subdeltoidea bilaterale. Bisogna sempre escludere l’arterite a cellule giganti, perché il rischio è la perdita del visus.

  • Lesioni neoplastiche. Metastasi, mieloma o tumori primitivi dell’omero prossimale e della scapola. I campanelli d’allarme sono il dolore notturno non meccanico e la perditadi peso.

  • Artrite settica e da microcristalli. Più probabili nell’anziano, nel diabetico e dopo infiltrazioni. La Milwaukee shoulder è una causa da tenere presente.

  • Altre cause. Herpes zoster in fase pre-eruttiva, sindrome dello stretto toracico, trombosi di Paget-Schroetter.

2. IL DOLORE E’ DELLA SPALLA MA LA DIAGNOSI E’ SBAGLIATA

  • Capsulite adesiva in fase freezing. Viene diagnosticata come impingement e trattata con fisioterapia aggressiva o, peggio, con una decompressione. L’elemento discriminante è la perdita della rotazione esterna passiva a braccio addotto. Va cercata attivamente nel diabetico, nel tireopatico e dopo un intervento. Esiste anche la forma secondaria a lesione di cuffia, dove le due condizioni coesistono.

  • Lesione del sottoscapolare. È la lesione “nascosta”: in RM viene spesso sottostimata e in artroscopia non viene vista se non la si cerca. Si valuta con belly-press, bear-hug elift-off , e con l’instabilità mediale del capo lungo del bicipite.

  • Lussazione posteriore misconosciuta. Fino a circa la metà dei casi sfugge alla prima valutazione. Il contesto tipico è la crisi comitiziale, la folgorazione o l’intossicazionealcolica. Una sola proiezione AP non basta: serve l’ascellare o la Velpeau, oppure la TC.

  • Lussazione anteriore dopo i 40 anni. La probabilità di una rottura di cuffia associata cresce nettamente con l’età. Il deficit di elevazione viene attribuito al nervo ascellare,oppure il contrario. Esiste anche la “terribile triade” : lussazione, rottura di cuffia e lesione nervosa.

  • Frattura occulta o minimamente scomposta della grande tuberosità. Viene archiviata come “contusione”. In molti pazienti, specie in chi lavora con il braccio sopra la testa,una scomposizione di 3-5 mm è già rilevante.

  • Patologia acromion-claveare e os acromiale. Sono generatori di dolore autonomi, ma vengono assorbiti nella diagnosi di “impingement” .

  • SLAP . Viene sovradiagnosticata oltre i 40 anni, perché le varianti anatomiche (Buford complex, forame sublabrale) vengono lette come lesioni. Nel giovane che lavora con ilbraccio sopra la testa succede invece il contrario: viene sottodiagnosticata, come l’impingement interno.

  • Necrosi avascolare della testa omerale. Va considerata in chi assume steroidi o abusa di alcol, nei pazienti con drepanocitosi e dopo una frattura.

  • Dolore post-chirurgico.

  • Infezione low-grade da Cutibacterium acnes: la PCR può essere normale e le colture vanno prolungate a 14 giorni.

  • Condrolisi post-artroscopica.

  • Nelle protesi: overstuffing, mobilizzazione della glena, instabilità.

3. L’ IMAGING INGANNA

  •  Le rotture di cuffia asintomatiche sono la norma con l’età. Secondo T empelhof , la prevalenza ecografica è di circa 13% tra i 50 e i 59 anni, 20% tra i 60 e i 69, 31% tra i 70 e i79 e 51% oltre gli 80. Il rischio è attribuire il dolore alla lesione strutturale e operare il generatore di dolore sbagliato.  Mai una RM senza una RX. La RX mostra calcificazioni, artrosi gleno-omerale e AC, os acromiale, lussazione posteriore e lesioni litiche, cioè tutto ciò che la RM può far perdere di vista.

  • L’ecografia dipende dall’operatore. Un referto “tendinosi” senza un esame dinamico ha un valore limitato.

4. IL BLIND SPOT TERAPEUTICO

“Impingement” come diagnosi-contenitore. L’acromioplastica non si è dimostrata superiore all’artroscopia diagnostica né al placebo (CSAW, Lancet 2018; FIMPACT , BMJ 2018).

Infiltrazioni steroidee ripetute prima di una riparazione di cuffia. I dati indicano un rischio maggiore di re-rottura e di infezione. Il tema va inserito nel consenso informato.

Fattori psicosociali e dolore nocioplastico. Catastrofizzazione, sensibilizzazione centrale e contenzioso o indennizzo in corso peggiorano l’esito chirurgico. Se non vengono valutati prima dell’intervento, l’insuccesso viene poi attribuito alla tecnica.

5. IL BLIND SPOT MEDICO LEGALE

Stato neurologico non documentato prima e dopo la riduzione.

Senza documentazione, la lesione del nervo ascellare diventa indifendibile. Inoltre la sensibilità della regione deltoidea è un indicatore poco affidabile del deficit motorio.

Proiezioni radiografiche insufficienti. L’assenza della proiezione ascellare in un trauma di spalla è un profilo di colpa ricorrente.

Nesso causale tra trauma e rottura di cuffia. Gli elementi che fanno pensare a una lesione preesistente sono: infiltrazione grassa di grado Goutallier ≥2 o atrofia già presenti nella RM precoce, perché richiedono mesi per svilupparsi; retrazione marcata; acromion e artrosi compatibili con una lesione degenerativa.

Al contrario, depongono per una lesione acuta l’edema osseo, l’emartro, la lesione acuta del capo lungo del bicipite e un timing coerente con il trauma. È il punto decisivo nei casi di RC auto e INAIL.

Complicanze anestesiologiche e di posizionamento. Paralisi frenica da blocco interscalenico, lesioni nervose da blocco, ipoperfusione cerebrale in beach-chair.

Spesso mancano nel consenso informato.

Regola sintetica

Se il dolore notturno non è meccanico, se è bilaterale o se si accompagna a un deficit sproporzionato all’imaging, l’ipotesi “cuffia” va considerata sbagliata finché non è dimostrata.

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