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Di fronte alle recenti analisi di Aldo Cazzullo sulla vittoria di Sal Da Vinci, non si può restare in silenzio.

Non lo faccio per spirito di campanile, ma per dovere di verità storica e scientifica.

Da napoletano che onora le radici nobili di questa capitale del Mediterraneo, e guardando all’impegno di realtà come Insalux, appare chiaro che ciò che alcuni definiscono “voto di appartenenza” è in realtà un atto di riconoscimento verso una forza terapeutica che solo Napoli possiede.

La Musica come farmaco dell’Anima

In un’epoca di stress digitale e suoni sintetici, la voce di Sal Da Vinci e la struttura stessa della canzone napoletana agiscono come un balsamo.

Come medici e studiosi sanno bene, il benessere non è solo assenza di malattia, ma armonia tra corpo e mente.

Napoli, da secoli, somministra questa armonia attraverso una melodia che non è mai piatta, ma segue il battito cardiaco, le pause del respiro, le impennate dell’emozione.

Criticare questa vittoria significa ignorare che il pubblico italiano ha scelto, istintivamente, la “cura” alla freddezza dei ritmi industriali.

L’Inclusione che viene da lontano

Cazzullo parla di un confine, io parlo di un porto.

Napoli è la città dell’inclusione per eccellenza: abbiamo accolto i colori della Spagna, i profumi dell’Oriente e i ritmi dell’Africa, trasformandoli in quella pittura del Seicento che ha incantato l’Europa e in quella musica che oggi vince i festival.

La vittoria a Sanremo non è una vittoria “territoriale” esclusiva di un napoletano o della napoletanità ma rappresenta una vittoria di civiltà.

Napoli si fa motore di un’Italia che ha bisogno di ritrovare la propria umanità.

La Nobiltà dell’Innovazione

Essere “tradizionali” a Napoli significa essere perennemente all’avanguardia.

Dalla Scuola Medica Salernitana alle eccellenze mediche attuali della nostra città, abbiamo sempre saputo che per innovare bisogna conoscere profondamente l’uomo.

Sal Da Vinci non ha vinto con un “vecchio stile”, ha vinto portando sul palco la dignità di una tecnica vocale millenaria messa al servizio del presente. È l’innovazione che non rinnega l’anima.

Un mio umile messaggio per il futuro

Onorato di essere Presidente di un’associazione che mette la salute e l’uomo al centro, mi sento di dire che Napoli è un laboratorio a cielo aperto di resilienza e bellezza. Le critiche di chi guarda da lontano, senza sporcarsi le mani con la nostra polvere d’oro, lasciano il tempo che trovano.

Napoli ha vinto perché, in un mondo che corre verso l’alienazione, noi offriamo ancora una casa, un’emozione e, soprattutto, una speranza.

La “napoletanità” non è un limite geografico, è una categoria dello spirito che appartiene a chiunque abbia ancora il coraggio di sentirsi vivo.

Un immenso abbraccio a tutti i lettori

Luigi Grosso

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