2f8b6d56 5df2 4c85 8720 1062af4fcbf1

Riflessioni per i Soci INSALUX sulla salute, il benessere e le trasformazioni delle nostre città

Cari Soci,

Vorrei condividere con voi alcune riflessioni su un tema che tocca da vicino la nostra missione — la salute e il benessere delle persone — ma che negli ultimi tempi è diventato oggetto di grande confusione e accesi dibattiti. Parlo del progetto C40 e del modello urbanistico della cosiddetta “città dei 15 minuti”.

Ne sentiamo parlare ovunque, spesso con toni allarmati o al contrario entusiastici. Ho pensato che valesse la pena fare un po’ di chiarezza, con equilibrio, perché come associazione dedicata al benessere abbiamo il dovere di capire come cambiano gli spazi in cui viviamo — dato che l’ambiente urbano influenza profondamente la nostra salute fisica e mentale.

DI COSA STIAMO PARLANDO

Partiamo dalle basi. Il C40 è una rete di quasi cento grandi città del mondo — tra cui Milano e Roma — che dal 2005 collaborano per ridurre l’inquinamento e affrontare i cambiamenti climatici. È un patto volontario tra sindaci, non un’autorità che impone leggi.

La “città dei 15 minuti” è invece un’idea urbanistica nata dalla mente dell’urbanista Carlos Moreno. Il concetto è semplice e, a prima vista, persino affascinante: progettare i quartieri in modo che ogni persona possa raggiungere a piedi o in bicicletta, in un quarto d’ora, tutto ciò che le serve per vivere bene — il medico, la scuola dei figli, i negozi, il parco, il posto di lavoro.

Due cose distinte, dunque, che spesso vengono mescolate nel dibattito pubblico, generando fraintendimenti.

IL LATO LUMINOSO: COSA POTREBBE FARCI BENE  

Come persona che ha dedicato la vita alla salute, non posso ignorare gli aspetti potenzialmente positivi di questa visione.

Una città dove si cammina di più significa cuori più sani, meno obesità, meno diabete. Significa aria più pulita per i nostri polmoni e per quelli dei nostri bambini e nipoti. Gli studi di psicologia ambientale ci dicono da tempo che vivere vicino al verde, avere spazi di socialità a portata di mano, ridurre il tempo passato imbottigliati nel traffico, tutto questo abbassa i livelli di stress e migliora l’umore e la qualità delle relazioni.

Immaginate quartieri dove gli anziani non sono isolati, dove i bambini possono muoversi in sicurezza, dove ci si conosce tra vicini. Da un punto di vista del benessere collettivo, è un ideale che merita attenzione.

IL LATO OSCURO: QUALI CONSEGUENZE

Detto questo, sarei disonesto se non vi riportassi anche le preoccupazioni serie che molti osservatori, giornalisti e studiosi hanno sollevato. E qui devo essere equilibrato, distinguendo ciò che è reale da ciò che è stato distorto.

Ciò che è realmente accaduto in alcune città. In alcune realtà — il caso più discusso è la città inglese di Oxford — il bel principio dei quartieri a misura d’uomo è stato accompagnato da sistemi di telecamere e “filtri del traffico” che limitano quante volte si può attraversare in auto certe zone. Qui la preoccupazione diventa concreta: si passa da un’idea di comodità a un sistema che controlla e limita gli spostamenti in automobile. C’è chi teme, legittimamente, che questo apra la porta a forme di sorveglianza digitale dei nostri movimenti, attraverso il riconoscimento delle targhe e il tracciamento.

Ciò che invece è stato esagerato o distorto. Sui social è circolata l’idea che questi progetti vogliano “rinchiudere” i cittadini nel proprio quartiere, impedendo loro di spostarsi liberamente. Le principali agenzie di verifica dei fatti hanno esaminato questa tesi e l’hanno classificata come infondata: nessun documento ufficiale prevede di vietare alle persone di uscire dal proprio quartiere o di muoversi dove vogliono a piedi, in bici o con i mezzi pubblici.

L’area grigia del dibattito. Resta una domanda aperta e legittima: alcune raccomandazioni del C40 riguardano anche i consumi personali — quanta carne mangiare, quanti vestiti comprare, quanti voli prendere. Oggi sono suggerimenti volontari. Ma c’è chi si chiede: domani potrebbero diventare obblighi? È una preoccupazione che riguarda il rapporto delicato tra obiettivi ambientali collettivi e libertà individuali.

LA QUESTIONE ETERNA DELLA LIBERTA’ QUALE DIRITTO INALIENABILE  

Ecco il cuore del problema, e ve lo presento senza sciogliere il nodo al posto vostro, perché credo che ciascuno debba formarsi la propria opinione.

Da una parte c’è un valore che ci sta a cuore: la salute pubblica, l’aria pulita, la prevenzione delle malattie, la coesione sociale. Dall’altra c’è un valore altrettanto prezioso: la libertà individuale, il diritto di muoversi come si vuole, la riservatezza dei propri spostamenti, l’autonomia nelle scelte quotidiane.

La storia ci insegna che ogni volta che una società persegue un bene collettivo, deve vigilare affinché ciò non eroda silenziosamente le libertà personali. E allo stesso tempo, l’eccesso opposto — l’individualismo assoluto — può danneggiare il bene comune. Trovare l’equilibrio tra questi due poli è forse la sfida più delicata del nostro tempo.

LA NOSTRA POSIZIONE COME ASSOCIAZIONE

Come INSALUX, il nostro compito non è schierarci ideologicamente, ma promuovere consapevolezza. Vi invito quindi a:

Informarvi da fonti diverse e affidabili, diffidando sia dell’entusiasmo acritico sia dell’allarmismo cospirazionista. Partecipare attivamente alla vita della vostra città, perché queste decisioni si prendono anche nei consigli comunali, e la voce dei cittadini conta. Custodire il valore della salute — camminare, respirare aria pulita, vivere in comunità — senza mai rinunciare al valore della libertà e della dignità personale.

La vera salute, quella che INSALUX promuove, non è solo l’assenza di malattia. È il benessere pieno della persona: corpo, mente e anche libertà.

Restiamo vigili, informati e uniti. Perché una comunità consapevole è una comunità sana.

Con affetto e stima,

Luigi Grosso Presidente INSALUX Associazione per la Promozione della Salute e del Benessere

Questo articolo ha scopo divulgativo e informativo. Riporta le diverse posizioni presenti nel dibattito pubblico e specializzato senza pretesa di esprimere verità definitive, nell’intento di stimolare una riflessione consapevole tra i nostri soci.

62b70e41 5583 44fb 97fc 1bb1b448b579

Comments are closed